Scriviamo insieme: racconto in tre righe

Eva quella mattina non aveva proprio voglia di andare a lavoro. Si alzò lentamente dalla sedia, con la sua tazza di latte bollente e scostò la tenda. Fuori un brutto temporale faceva da cornice a quei suoi pensieri tristi e ingarbugliati, ma doveva sbrigarsi. [incipit]

Prese la giacca, dimenticò come sempre l’ombrello e corse giù per le scale. Le gambe erano pesanti ma i pensieri si fecero via via più leggeri. Si sentì improvvisamente pronta. Doveva affrontare il problema una volta per tutte. [Serena Casalini]

Appena salita in auto lanciò una rapida occhiata per controllare che non ci fosse nessuno. Senza mai abbassare lo sguardo infilò la mano nella borsetta. Sentì il calcio della pistola e con il dito sbloccò la sicura. Sorrise. Ora poteva partire. [Augusta Villa]

Ma appena mise in moto, la vettura sbandò contro il marciapiede e si spense. Concitata, si domandava cosa avesse urtato. Non ebbe il tempo di pensare che una luce fastidiosa l’abbagliò. D’istinto si protesse gli occhi con le mani, fu presa da un forte formicolio alle gambe, da farla trasalire. [Ferruccio Valetti]

Era da tempo che si sentiva osservata. Più di una volta aveva trovato dei bigliettini ambigui in ufficio e non aveva ancora capito se a scriverli fosse un uomo o una donna. Ecco perché quel giorno proprio non se la sentiva di andare, e non aveva tutti i torti. [Carla Parolisi]

Cercò di non pensare a ciò che poteva significare la scena di quella notte. Una goliardata? Uno scherzo macabro? Doveva essere così. Ma quei messaggi suggerivano ben altro. Era una testimone. E ora avrebbe preferito il buio dell’anima a quella luce. [Flavio Torba]

“Serve una mano col parcheggio?” chiese una voce dall’esterno, mentre il flash acceso di un cellulare la abbagliava. “No, mi arrangio” rispose Eva, mentre la sua mano andava a serrare la borsa per proteggerne il contenuto da sguardi indiscreti. Pensò quindi di alzare il finestrino, ma i vetri a terra le ricordarono che era stato rotto. [Andrea Doppel Fassi]

Di fronte a lei un uomo di circa quaranta anni le rivolge un ghigno beffardo, poi la saluta. Eva, finalmente sola, decide di scendere dall’auto, ma nota un pezzo di carta sul sedile. Deve essere uno scontrino, pensa. Lo apre per verificare ed è un ennesimo biglietto, uguale a quelli che riceve in ufficio. [Carla Parolisi]

L’uomo, un impiegato nella vicina stazione, prima di continuare il suo cammino, guardò la donna per un’ultima volta scuotendo la testa, la preoccupazione maggiore in quel momento per Eva, era la frase letta sul biglietto: “ti ucciderò”. [Osvaldo Sciascia]

Eva si sforzò di imprimersi nella memoria la calligrafia del biglietto, che nervosamente girava e rigirava tra le dita. Le balenò alla mente d’aver già visto in calce ad una fattura dell’ ufficio estero degli appunti simili a certi caratteri del biglietto. Si sentì mancare, e svenne. [Ferruccio Valetti]

Aprì gli occhi, al suono di una voce amica e virile che le chiedeva: “Eva! Eva stai bene ? In quell’istante, sentì in lei come se quella voce la risvegliasse da un incubo infinito. Apri la portiera, presa da grande stupore, le diede la mano e nel riconoscere Paolo l’abbracciò [Ferruccio Valetti]

Quell’abbraccio la riportò improvvisamente indietro di venticinque anni. Avvertì la stessa, identica sensazione di protezione che le suscitava allora. Finalmente adesso capiva come mai con lui si fosse sempre sentita al sicuro… L’osservò attentamente: la voce era l’unica cosa in lui ad esser rimasta immutata. [Marina Pretto]


Un ottimo spunto, quello offerto da Marina Pretto! Prova a rileggere tutto il racconto e a trovare tre righe per farlo continuare… Chi è l’uomo che abbraccia Eva? Come si risolveranno le altre questioni?

A Te la possibilità di scegliere come far proseguire il racconto! 

Aggiungi le tue Tre Righe!

Dai sfogo alla tua fantasia purché  sia racchiusa in tre righe (circa 240 caratteri spazi inclusi). Basta lasciare le tre righe nei commenti, qui sul sito entro domenica 7 Gennaio. 

Buone feste a tutti!

Qui cosa significa Racconto in Tre Righe

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ARAGOSTA

Ho mangiato un'aragosta spettacolare  una Kristal e Cola, Abiciuela e Tomate. Buono e selvatico come si mangia a Cuba.